INTERVISTA AD ANA LAURA RIBAS

Ana Laura Ribas, tutti ti conoscono come la showgirl che debuttò negli anni 90 in un programma di Mike Bongiorno.
In realtà quello è stato solo il trampolino di lancio perchè poi sei diventata protagonista di moltissime trasmissioni.
Sei una donna da sempre amante degli animali, tanto da considerare i tuoi come figli.

Come ti difendi dalle critiche di certe persone che non amano mai questa associazione?

“Sono cresciuta in una famiglia in cui il rispetto per gli animali era fondamentale, ma soprattutto con una madre che di continuo salvava e salva tutt’ora i cani e gatti maltrattati e  abbandonati, fa parte del mio essere cercare nel mio piccolo di aiutare.
I cagnolini che entrano a far parte della mia vita sono i miei figli, e li tratto molto meglio di certe mamme di figli umani, l’ho detto e lo dirò sempre, e a chi si sconvolge da questa affermazione mi sento di dire che è un umano triste e anche un po’ cattivo”.

Dopo la scomparsa di Gregorio, detto Gogò, hai ritrovato l’amore e hai iniziato un nuovo percorso con Linda.
Quando vi siete incontrate per la prima volta? Ci racconti l’inizio del vostro percorso insieme?

“Gregorio ha vissuto con me per ben 20 anni, quando se ne andò avevo giurato che non avrei più adottato un cagnolino (troppo dolore quando li perdi).
Però ho continuato ad aiutare le volontarie del sud d’Italia e alcune associazioni contro i maltrattamenti. E fu così che ho visto per la prima volta la mia Linda in fotografia, era dentro un cartone (con i due fratellini) abbandonata.
Mi innamorai di quella scricciola e finché non ho preso un aereo verso la Puglia per prenderla non mi sono data pace. Era la cucciolina più bella del mondo (non è vero, gli occhi di mamma 😉)”.

Da anni insieme a Linda lotti per sconfiggere la sua malattia.
Penso che potresti aiutare  psicologicamente tante persone che stanno affrontando questo ostacolo e non sanno come reagire.
Hai voglia di raccontare questa vostra battaglia?

“Linda è una cagnolina vivace, felice, che sorride, eravamo già pazzi d’amore per lei… dopo due anni, al mattino lei ha avuto la sua prima crisi epilettica, dormivano e ho sentito il letto che tremava… un gran spavento, non sapevo cosa fare, la guardavo sbattersi e schiumare dalla bocca inerte, impotente… quando è passata siamo corsi dal veterinario e abbiamo fatto svariati esami dove abbiamo scoperto che aveva una infiammazione al cervello che l’aveva resa epilettica, una patologia cronica che nn ha cura, non esiste.
La vita con lei è meravigliosa, è vivace e sorride sempre, ovviamente molto complicata, prende 7 farmaci ogni 12 ore, dobbiamo stare sempre attenti a lei perché nonostante la terapia ha sempre le crisi, facciamo una vita parecchio impegnativa, ma non tornerei indietro per nulla al mondo, la sceglierei altre mille volte, con tutti i casini che ci porta”.

Qual è il ricordo più bello o l’episodio più divertente che vi appartiene?

“Ce ne sono tantissimi ricordi divertenti con Linda, perché lei è una cagnolina divertente, su Instagram lei ha la sua fanbase, le persone la adorano perché è davvero particolare, ma direi uno su tutti, che non è proprio divertente ma simbolico nella nostra cosiddetta battaglia per rendere la sua vita più leggera.La prima volta che lei ha avuto una crisi a grappolo (sono svariate crisi epilettiche nell’arco di un’ora) che abbiamo dovuto metterla in coma farmacologico, c’era poca speranza che si riprendesse, doveva stare in coma per 12 ore, e i suoi veterinari, e il neurologo non erano tanto speranzosi. Invece al suo risveglio si è subito alzata abbaiando come una matta e scodinzolando verso di me e Marco riempiendoci di bacini, abbiamo riso tanto, questa è Linda!”.

Ti ho conosciuta tramite una raccolta di materiale per il Canile di Arese.
Ancora oggi ti ringrazio per la tua immensa bontà e disponibilità.
Hai mai pensato di dar vita ad una tua associazione  per aiutare i cani meno fortunati e magari chiamarla “Linda” ?

“Avere una mia Onlus per aiutare i canili e le volontarie di tutta Italia è un mio sogno, chissà… un giorno!Ma già esiste nascosta qui a a casa nostra in verità, faccio quel che posso, e lo farò sempre, e semmai la farò, certamente si chiamerà “Linda” il simbolo che chi ama un animale che è stato abbandonato può avere una famiglia che lo ami e che avrà cura di lui come un figlio, anzi, più di un figlio visto che sono degli eterni bambini”.

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